
Martin Pellizzari Redattore
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Il dibattito iniziato decenni fa è tutt’oggi attuale. Ogni singolo voto viene conteso sul “mercato dell’opinione pubblica”. Secondo gli ambientalisti “la costruzione di linee ferroviarie è inutile! Prima bisogna stabilire delle regole per il trasferimento del traffi co dalla strada sulla rotaia!” I politici dei trasporti controbattono: “dobbiamo tener conto dei diversi interessi, quelli della popolazione che vive in prossimità delle strade e quelli dell’economia. Abbiamo bisogno di sistemi di traffi co effi cienti e dobbiamo guardare anche oltre la frontiera, perché senza un consenso con i partner UE, a lungo termine, ogni regolamentazione futura è destinata a fallire.
Fatto sta, che il potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria impiega molti anni. Dall’ideazione di un progetto alla sua realizzazione e messa in esercizio possono passare più di 15 anni. Procedure autorizzative complesse e una progettazione avveduta garantiscono sia il coinvolgimento dei cittadini e delle autorità che un prodotto tecnico fi nito irreprensibile. Solo se l’economia si trova di fronte ad un sistema moderno di vettori di traffi co, questa può fare scelte logistiche tenendo conto non solo degli aspetti economici ma anche di quelli ambientali. La politica dei trasporti, a sua volta, ha bisogno di infrastrutture moderne per poter intervenire e dirigere i flussi di traffico.
Appare chiara la via da percorrere per la questione sul traffi co attraverso il valico del Brennero. È comunque necessaria la collaborazione tra politica dei trasporti, popolazione e società di progettazione: solo creando capacità aggiuntive su ferrovia, la politica può sviluppare condizioni quadro in grado di soddisfare le esigenze di tutti gli interessati alla tematica del traffi co sull‘asse del Brennero.
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